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La dieta a zona

omega3enervitTante volte ne abbiamo sentito parlare, cerchiamo di capire di che cosa si tratta e i pro e i contro di tale dieta.

Il Dr. Sears è l’artefice di questa dieta. I suoi studi si basano sugli eicosanoidi, ma che cosa sono?Gli eicosanoidi sono degli ormoni che vengono distinti in buoni o cattivi a seconda delle conseguenze prodotte all’interno dell’organismo. Una gran parte delle malattie del nostro organismo è frutto dello scompenso di eicosanoidi buoni o cattivi, che hanno un notevole influsso sulla sintesi di altri ormoni dell’organismo. Ma quale la loro funzione all’interno dell’organismo?Vengono prodotti da ogni cellula del nostro corpo ed a seconda che ci siano si attivano alcune funzioni cellulari Gli eicosanoidi controllano quindi ogni aspetto della fisiologia umana compresi gli ormoni testosterone, insulina e ormone della crescita. Quale è dunque lo scopo che si prefisse il dott. Sears con la sua dieta?Bisogna agire sul fattore alimentare in modo che il nostro organismo sia in grado di produrre ecosanoidi buoni, ostacolando quelli cattivi per una maggiore funzionalità del nostro organismo .uno degli obiettivi che ci si prefigge è la regolazione dell’ormone dell’insulina che regolando la presenza degli zuccheri nel sangue, diminuisce la produzione di eicosanoidi cattivi che si formano a causa di situazioni di iperglicemia, quantità elevata di zucchero nel sangue. Ciò significa che l’effetto ormonale di una caloria di carboidrati è differente dall’effetto ormonale di una caloria di proteine o da una caloria di grasso È l’interazione complessa di queste risposte ormonali che gestisce la fisiologia umana.

Non confondiamo la dieta a zona con quella a calorie. La dieta a zona si basa sulla quantità di proteine, carboidrati, grassi che sono richiesti per ottenere una risposta ormonale corretta, con conseguente produzione di eicosaoidi buoni. - La dieta a zona funziona così:
Bisogna calcolare le proteine necessarie, tenendo conto della massa magra del soggetto e del suo indice di attività; Occorre fare un calcolo dei carboidrati per evitare di scatenare l’aumento d’insulina.
In ogni pasto si devono assumere le giuste proporzioni di carboidrati, proteine e grassi (il rapporto in calorie deve essere 40%-30%-30%).
La giornata si compone di almeno 3 pasti principali e 2
spuntini.
Ridurre l’apporto di dolci, pane, pasta,
riso e cereali raffinati ad alto indice glicemico, cioè forti stimolatori d’insulina.
Bisognerebbe mangiare molta verdura molta verdura che è a basso indice glicemico, perciò aumentate in maniera graduale l’insulina.
Una risposta ormonale adeguata si fa con spuntini equilibrati di carboidrati, proteine e grassi. L’ultimo spuntino in genere deve essere fatto prima di coricarsi.

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